La conta dei conti. Quanti ne devi avere?

Qualche informazione generale sui conti correnti.

Innanzitutto spiegherò forse l’ovvio… Il conto corrente / conto deposito è uno strumento finanziario che ci viene fornito da un istituto bancario ed attraverso il quale è possibile effettuare una serie di operazioni sia in accredito (quando si ricevono soldi) che in addebito (quando siamo noi a dover pagare).

La legislazione attuale non impone divieti in riferimento a quanti conti correnti è possibile avere intestati sia in una stessa banca che in diversi istituti di credito, ma è utile sapere che esistono alcune imposte.
Una è l’imposta di bollo sul conto corrente pari ad € 34,20 che viene addebitata nel caso in cui la giacenza media calcolata sommando il valore di giacenza media di tutti i conti detenuti dalla persona in uno stesso istituto bancario sia superiore a € 5000.
L’altra invece si applica sul conto deposito ed è pari al 2 per mille della somma depositata al momento della rendicontazione (che può essere effettuata dall’istituto annualmente o trimestralmente).


Cosa ci consiglia la finanza personale?

In generale le persone tendono a pensare che basti un solo conto. Attraverso quello gestiscono tutte le proprie necessità come il versamento dello stipendio, il pagamento del mutuo, l’addebito delle bollette o l’utilizzo della carta di credito.

In realtà la finanza personale indica la necessità di avere più di un conto corrente da assegnare a diverse funzioni. Penso però che quando si è all’inizio del percorso di miglioramento della propria salute finanziaria sarebbe utile semplificare il più possibile. Per questo credo sia sensato suddividere inizialmente i propri beni su due conti: il primo dedicato alle necessità quotidiane ed il secondo da adibire a riserva per creare il proprio fondo di emergenza.

E’ importante tenere a mente che l’accesso a questo conto di emergenza deve essere difficile evitando quindi di collegarci un bancomat o una carta di credito che possono indurre all’utilizzo immediato del denaro depositato rendendo inefficace la funzione del conto separato.

In un secondo momento potremmo poi decidere di avere qualche conto corrente aggiuntivo da destinare ad altri scopi come gli investimenti finanziari o diversa finalità per la liquidità, tenendo sempre d’occhio i costi di tenuta che devono essere preferibilmente zero o comunque i più bassi possibile.

Ma, in definitiva, quanti conti correnti possiedo?

Al momento la mia situazione bancaria è un po più complessa rispetto alla media, possedendo 5 conti diversi suddivisi come segue:

  • Conto corrente principale: è quello che normalmente utilizzo per far accreditare lo stipendio e per le spese che riguardano quotidianamente la mia famiglia;
  • Conto deposito: questa è la mia riserva di liquidità per le spese improvvise, per il fondo di emergenza o anche per eventuali obiettivi di breve periodo;
  • Conto investimenti 1: è un conto che dedico agli investimenti della famiglia. Teoricamente potrebbe non essere necessario avere un conto separato se il proprio conto principale ha una buona piattaforma e delle commissioni adeguate. Io ho preferito separarlo proprio per minimizzare le spese e per non far accreditare i dividendi sul conto principale;
  • Conto investimenti 2: è quello che utilizzo per gli investimenti dedicati ai miei figli. Anche in questo caso si potrebbe semplificare inserendo tutto in un unico conto per gli investimenti o addirittura nel conto principale. Per una mia preferenza personale credo sia più idonea questa divisione (anche perché non ci sono spese sui conti titoli che sto utilizzando);
  • Conto corrente mutuo: al momento dell’acquisto della mia attuale abitazione, anche se non obbligatorio, ho preferito aprire il conto corrente dell’istituto bancario erogante il mutuo. Ho fatto questo essenzialmente per due motivi: ho la comodità di togliere subito dalla mia disponibilità il denaro necessario quando mi viene accreditato lo stipendio e posso lasciare depositato in più l’equivalente di una mensilità di mutuo. Posso avere così un cuscinetto di sicurezza nel caso di una dimenticanza oppure un impedimento improvviso (facendo i debiti scongiuri!). Si sa che con le banche è meglio non saltare i pagamenti…

E tu, come stai gestendo i tuoi conti correnti?


4 pensieri su “La conta dei conti. Quanti ne devi avere?”

  1. Magari ci hai pensato ma perché non spostare il mutuo con una domiciliazione bancaria sul conto principale? Se non paghi il conto mutuo ok, però alla fine così semplifichi anche il budget.

    Il secondo conto di investimento invece come lo hai fatto? È un Conto deposito oppure investi attivamente per loro? Se non sbaglio De giro permette di aprire un conto cointestato anche con un minorenne! Al netto di ciò fai bene a tenere divisi i due conti di investimento anche perché potresti avere strategie di investimento diversi e non ti viene il mal di testa quando dovrai fare cash out!

    1. Grazie per il commento 🙂
      Il conto mutuo ha un costo irrisorio di 1 euro mensile. Lo tengo a parte in quanto io e mia moglie prendiamo lo stipendio in date distanti e quindi ad ogni accredito sposto i soldi per pagare metà della rata invece che lasciare tutto nel c/c principale e dover poi stare sempre attento nello spendere.

      Per i miei figli ho un conto directa nel quale investo con un pac in un etf unico ad accumulazione. In base a regali extra che posso versare eventualmente, mi tengo aggiornato i pesi percentuali di quanto appartiene al più grande rispetto al minore.

      1. Cacchio non mi era arrivata la mail della risposta!

        Beh ti sei fatto un bel piano, i figli sono maggiorenni o investi tu per loro? Per curiosità visto che non è facilissimo investire per i “cuccioli”!

        1. Ho cercato di impormi una certa meccanicità nelle cose così da creare delle abitudini.

          I miei figli sono minorenni quindi accumulo ed investo per loro, sperando di fare bene 🙂

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